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Storia antica di Sansicario

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bandiera piccolissima Storia antica di Sansicario

Messaggio  Flavio Gazzola il Lun Gen 18, 2010 11:09 pm

Le origini di San Sicario

Vi è un'origine leggendaria, un'origine antica e un'origine moderna di San Sicario.
Il racconto che segue vuole rivolgersi all'origine antica di San Sicario, quella da cui deriva il nome attuale del luogo.
La storia antica nasce con l'incoronazione a imperatore il 17 settembre del 284 dopo Cristo, di Diocleziano, eletto a quel ruolo dai suoi fedeli soldati, dei quali era stato sino a quel momento il generale, un generale molto in gamba, venuto su dalla gavetta e con i quali aveva vinto tutte le battaglie contro i nemici di Roma ai confini dell'Impero.
Caio Valerio Aurelio Diocleziano, nato a Salona in Dalmazia, vicino all'odierna Spalato, aveva compreso che l'Impero si stava sfaldando, che occorreva ripristinare un governo forte, il cui potere si estendesse sino agli estremi confini. Solo in tal modo si sarebbero potute arginare le invasioni barbariche, che continuamente ne minacciavano la stabilità.
Occorreva ripristinare l'autorità assoluta dell'imperatore, perciò fra l'altro fu abolito il saluto romano all'imperatore e instaurato l'inchino, come si usava nelle satrapie orientali. L'imperatore stesso doveva essere adorato come una divinità. I cristiani non accettarono tale ingiunzione e per questo vennero duramente perseguitati.
Molti cristiani, perseguitati sia per motivi religiosi sia fiscali, dato che Diocleziano aveva inasprito le tasse per potere pagare il soldo alle truppe, decisero di emigrare ai confini dell'impero, stanziandosi presso le popolazioni cosiddette barbariche, in particolare sulle montagne dell'antico regno di Cozio, corrispondente all'incirca all'alta Valle di Susa, al distretto delle Haute Alpes e al territorio svizzero di Modane.
Per meglio amministrare l'impero e per evitare guerre intestine fra i suoi generali, Diocleziano aveva instaurato la tetrarchia, ovvero la suddivisione del vasto territorio imperiale in quattro parti.
Innanzitutto aveva diviso l'Impero in una parte orientale e in una occidentale. Attribuì a se stesso il territorio orientale, lasciando quello occidentale al suo fedele compagno d'armi, suo concittadino, Marco Aurelio Massimiano, attribuendogli nel 286 il titolo di Augusto e il diritto ad attribuirsi gli onori divini, come aveva fatto con se stesso due anni prima, subito dopo la sua incoronazione. Massimiano nominò come suo Cesare ovvero suo vice, destinato a succedergli, Costanzo, con il governo sulla Gallia, Hispania e Britannia, mentre per sé tenne l'Italia, i territori del regno di Cozio, l'Helvetia, l'Austria e la Mauritania. Diocleziano aveva tenuto per sé i Balcani e la Grecia, mentre in oriente aveva nominato Galerio suo Cesare, cioè suo vice, in Asia Minore, in Siria, Egitto, Libia. Lo scopo di tale suddivisione era di amministrare meglio l'impero, evitando nel contempo le guerre di successione, anzi di migliorare la collaborazione fra i vari territori dell'Impero.
Così accadde che molte popolazioni del regno di Cozio, per la maggior parte cristiani, appoggiate da vicine popolazioni alpine barbariche, si ribellassero all'Impero, rifiutando di adorare l'imperatore come divinità e rifiutando anche di pagare le tasse. Massimiano, che aveva la maggior parte delle truppe impegnate sulle frontiere del Nord (all'incirca all'altezza di Francoforte) contro i Germani, chiese aiuto a Diocleziano, che a sua volta ordinò al suo vice, Galerio, che aveva appena concluso la pace con i Parti, di inviare al collega alcune sue truppe. Galerio ne avrebbe fatto volentieri a meno, se non che Diocleziano si impuntò e Galerio per togliersi d'impiccio, decise di inviare a Mediolanum, la capitale di Massimiano, la famosa Legione Tebana, formata da soldati provenienti da Tebe in Egitto, che avevano combattuto valorosamente contro i Parti, ma che avevano la cattiva fama di essere simpatizzanti cristiani. E ciò per Galerio significava a sbarazzarsi di una bella grana, date le scarse simpatie di Diocleziano per i cristiani. Galerio era più tollerante, ma comunque colse due piccioni con una fava, pur dispiacendosi di liberarsi di soldati così valorosi.
La legione Tebana prese stanza ad Agaunum , oggi San Maurizio nel Vallese.
Il suo capo si chiamava Maurizio. Massimiano gli chiese non di combattere delle armate nemiche, ma di sterminare tutte le popolazioni della regione, che si rifiutassero di adorare l'imperatore come divinità e nello stesso tempo di appropriarsi di tutti i loro beni. Maurizio si rifiutò e la legione fu dapprima decimata, poi in parte massacrata e in parte dispersa. Alcuni legionari, veterani esperti nel corpo a corpo in battaglia e armati di “sica”, fuggirono verso sud est sino al Borgo attuale di San Sicario, che fu perciò per questo motivo così nominato, venendo da loro fondato, con l'appoggio dei barbari seguini, popolazioni del territorio appunto di Champlas Seguin. I membri della legione tebana furono beatificati dal pontefice. San Maurizio, divenne in epoca recente protettore degli alpini, Sant' Alessandro, rifugiatosi sulle prealpi Orobie, fu decapitato a Bergamo, di cui divenne patrono; San Fedele fu ucciso a Como, San Vittore a Marsiglia, San Secondo fu decapitato a Castel Ittimolo e fu patrono di Torino per due secoli. Molti altri legionari seguirono sorte analoga e vennero proclamati santi. Ma al di là di questi fatti vi è un mistero che aleggia sulla legione Tebana e precisamente un tesoro, che la legione avrebbe custodito. Sembra dunque che le truppe imperiali pagane di Massimiano che sterminarono la legione, non lo facessero solo per motivi religiosi, ma con un secondo nascosto intento. Ma questa è un'altra storia.
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Flavio Gazzola

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bandiera piccolissima Re: Storia antica di Sansicario

Messaggio  sillup il Mar Mar 09, 2010 4:57 pm

La storia è molto interessante, ma non mi è chiaro come è avvenuto il passaggio dalla "sica" (come arma) a "San" Sicario: ha a che fare con i santi cristiani?

ciao rendeer
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sillup
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